martedì 29 giugno 2010

Ma quest'uomo c'è o ci fa?

Dichiarazione rilasciata il 22 maggio 2010, quattro giorni dopo con Tremonti ha presentato la manovra!
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e oggi?.....
L'Italia di Berlusconi Tasse e debito pubblico più alti d'Europa

Il debito pubblico in Italia e' sempre il piu' alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita gia' registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni '90. Nel confronto con i paesi dell'Ue, lo stock di debito pubblico
italiano in percentuale al Pil continua ad essere il piu' alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27). E' quanto sostiene l'Istat che ha diffuso oggi informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche.

La pressione fiscale aumenta e l'Italia è quinta nell'Unione europea per il peso delle tasse. Lo rileva l'Istat, secondo cui nel 2009 la pressione fiscale complessiva rispetto al Pil è passata al 43,2%, dal 42,9% dell'anno prima. Nella classifica europea dell'incidenza sul Pil del prelievo tributario e contributivo, l'Italia si piazza quindi al quinto posto (insieme alla Francia), preceduta da Danimarca (49%), Svezia (47,8%), Belgio (45,3%) e Austria (43,8%). I valori più bassi sono invece in Lettonia (26,5%), Romania (28%), Slovacchia e Irlanda (29,1%). L'aumento della pressione fiscale in Italia, spiega l'istituto di statistica, "è l'effetto di una riduzione del Pil superiore a quella complessiva del gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3%) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte di carattere straordinario (imposte in conto capitale), cresciute in valore assoluto di quasi 12 miliardi". Infatti, fra le imposte straordinarie sono classificati i prelievi operati in base allo scudo fiscale, per
un importo di circa 5 miliardi, e i versamenti una tantum dell'imposta sostitutiva dei tributi, che hanno interessato alcuni settori dell'economia, in particolare quello bancario. Tutte le altre componenti del prelievo fiscale, conclude l'Istat, sono risultate in calo: le imposte indirette del 4,2% (dopo essere diminuite già del 4,9% nel 2008), le imposte dirette del 7,1% e i contributi sociali effettivi dello 0,5%. La flessione delle imposte dirette è dovuta essenzialmente al calo del gettito Ires (-23,1%) rispetto al 2008, mentre quella delle imposte indirette ha risentito delle significative diminuzioni del gettito dell'Iva (-6,7%) e dell'Irap (-13%).

Venerdi 2 luglio casa del volontariato, incontro pubblico con l' On. PD Maino Marchi
No ai tagli di questa manovra che colpisce i soliti noti;
Si al riequilibrio dei conti pubblici con le proposte del Partito Democratico!

Hacked by Giud@M@ligno --->>> giudamaligno666@hotmail.com

lunedì 28 giugno 2010

Aderiamo alla mobilitazione del 1Luglio promassa dalla FNSI contro la legge bavaglio

Bavaglio, Mockridge "pronto al carcere"
e Bersani ribadisce: "Sarà battaglia"

L'amministratore delegato di Sky: "Qualsiasi legge che tuteli la corruzione o che minacci di punire gli editori che la rendano nota è una legge sbagliata e costituisce un attacco alla libertà di parola". Il segretario del Pd: "In Parlamento lotta senza riserve"

ROMA - "Qualsiasi legge, che tuteli la corruzione o che minacci di punire gli editori che la rendano nota, è una legge sbagliata e costituisce un attacco alla libertà di parola, che è una componente di base per la vita dell'industria editoriale". Così Tom Mockridge, amministratore delegato di di Sky Italia, parla del ddl intercettazioni 1 annunciando che si opporrà con tutte le forze all'approvazione della legge, "e se Emilio Carelli (il direttore di SkyTg24, ndr) dovesse andare in carcere per questo, io andrò insieme a lui!". Intanto si prepara la protesta. Il primo luglio 2 saranno undici - finora, ma il numero è destinato ad aumentare - le piazze, italiane e internazionali, dove verrà data vita ai "presìdi di libertà" contro il ddl. E il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ribadisce: "In Parlamento sarà battaglia senza riserve".

Bersani: "Battaglia senza riserve". Insiste anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che in un'intervista al sito dell'associazione Articolo 21 torna a Parlare della "battaglia senza riserve" che l'opposizione prepara in Parlamento.
"Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole è inaccettabile - dice Bersani - per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quella di Berlusconi pertanto è una deformazione in senso personalistico, plebiscitario e populistico della nostra democrazia". Bersani parteciperà alla protesta del primo luglio in piazza Navona a Roma, contro "una legge improponibile che ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali. Infine, un appello ai "finiani" "che hanno espresso riserve": "A loro chiediamo coerenza. Hanno sollevato più di una perplessità, ora devono dimostrare in che modo intendono opporsi".

(da Repubblica 28 giugno 2010)

In risposta a Berlusconi che propone lo sciopero dei lettori, giovedi 1 luglio compriamo tutti un quotidiano!!!

mercoledì 23 giugno 2010

Siamo contro questa manovra!

Si è tenuto ieri sera 22 giugno un affollato direttivo nella nostra sede in piazza giovanni XXIII dove Gianluca Manelli ci ha illustrato in modo lucido e pacato gli effetti devastanti di questa manovra sul Comune di Scandiano.
Si replica il 2 luglio alla casa del volontariato alle 21.00 per una assemblea di tutti gli iscritti dove sarò presente il nostro deputato Maino Marchi, della commisione bilancio della camera.
Un importante appuntamento per capire dove i tagli andranno veramente a incidere e oltre a ribadire il nostro fermo no, capire le proposte alternative del Partito Democratico.
Intanto leggiamoci la lettera del nostro segretario provinciale Roberto Ferrari, in appoggio anche allo sciopero di venerdi 25 indetto dalla Cgil con manifestazione a Bologna.



Il comunicato è scaricabile a questo link:
http://www.partitodemocratico.re.it/default.php?t=news&id=194

mercoledì 16 giugno 2010

anche il PD di Scandiano si mobilita contro la manovra di bilancio del Governo!

Care democratiche, cari democratici

Sabato 19 giugno è indetta una manifestazione nazionale del PD a Roma, Palalottomatica . "Per un'altra politica economica, per la crescita e il lavoro contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti colpiti dalle scelte del governo".

L'orario di inizio è previsto per le ore 10:00.

Anche da SCANDIANO organizziamo un pullman con partenza alle 3,45. Puoi prenotarti fin da ora chiamando il 339.8661922 (Paolo Meglioli)

Partecipiamo e facciamo partecipare.

Mobilitiamoci!

Il massacro della libertà

Al Senato passa il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Nel testo attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana. Ora la battaglia passa alla Camera

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Intercettazioni, al Senato passa la norma illegittima

Il Senato ha approvato il ddl intercettazioni con 164 si, 25 no.
I senatori del Pd hanno abbandonato l' Aula di palazzo Madama per non partecipare a quello che il presidente Anna Finocchiaro ha definito "un voto di fiducia che manca di legittimità". La battaglia non è ancora conclusa sebbene le intenzioni di questo governo fallimentare siano quelle di un passaggio lampo alla Camera.

"Siamo ormai al trentesimo voto di fiducia, ma questo – ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - è particolare perché riguarda una materia delicatissima. Il governo sta facendo un passo molto grave e serio: ha messo la fiducia in modo improprio e irrituale su un provvedimento che riguarda temi della legalità e della democrazia".

Per Rosy Bindi "la legge sulle intercettazioni è pericolosa e dannosa per la democrazia e la libertà del nostro paese. Contro questa legge ci batteremo nuovamente alla Camera. E' sarà importante la mobilitazione dei cittadini, del mondo dell'informazione e dell'editoria".

Un testo che per Anna Finocchiaro "tutela meglio, molto meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati".Da qui la decisione dei senatori del Pd di non partecipare al voto, uscire dall'Aula e raggiungere il popolo Viola e la Fnsi, tutt'ora in un sit-in di protesta sotto il Senato, che "restare e partecipare al massacro della libertà che comincia qui oggi".

La Fnsi ha proclamato una giornata di sciopero della categoria per il 9 luglio. Lo ha fatto sapere il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi che ha motivato "dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del ddl Alfano, quindi se sarà altrimenti cambieremo la data".

Ma in questo grande esproprio della democrazia e dell'informazione le notizie cattive si sono sparse anche al controllo e censura della Rete. Per i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson,”tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n'è' anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla 'rettifica', si equiparano i siti informatici ai giornali. Ciò significa rendere la vita impossibile per le migliaia di siti e di blog, che rappresentano un'altra era geologica dei media”.

“Un nostro emendamento al riguardo - rilevano - non ha potuto essere discusso perché la fiducia taglia tutto. Ma la destra televisiva o non lo sa o, probabilmente, ha voluto approfittare di simile occasione per mettere le mani dove ancora non era riuscita a farlo. Non finisce qui. Intendiamo presentare, d'intesa con i colleghi della Camera dei deputati, un disegno di legge seccamente abrogativo della seconda parte della lettera a del comma 29 che recita: ''per i siti informatici sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta...''. Appunto, dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa”.

A.Dra

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Di seguito, punto per punto, ecco cosa prevede il testo:

LIMITI E DURATA - Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni di carcere. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c'è necessità, motivata dal pm e riconosciuta dal giudice, è possibile un periodo aggiuntivo di tre giorni, prorogabili di volta in volta con provvedimento del pm controfirmato dal giudice fino a che esista la necessità. Per i reati più gravi (mafia, terrorismo, omicidio, ecc.) le intercettazioni sono possibili per
40 giorni, più altri venti prorogabili. Inoltre, le intercettazioni disposte per un reato potranno essere utilizzate anche per provarne un altro, purché il fatto sia lo stesso.

DIVIETI E SANZIONI - Gli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati solo per riassunto. Gli editori che ne consentono la pubblicazione in maniera testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che violano il divieto, sono previste sanzioni oltre i 300 mila euro, che salgono a 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee alle indagini o che devono essere espunte dal procedimento perché illecite o irrilevanti ai fini processuali. Condanne dure anche per i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro se pubblicano
intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.

INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Niente più microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le 'cimici' saranno consentite per un massimo per tre giorni, prorogabili di tre in tre con provvedimento del pm controfirmato dal giudice.

PM IN TV - Se il responsabile dell'inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d'ufficio o semplicemente rilascia dichiarazioni pubbliche su un'inchiesta a lui affidata può essere sostituito dal capo del suo ufficio. La sostituzione del magistrato, quindi, non avviene più per automatismo, ma occorre la volontà del capo dell'ufficio.

NOMA TRANSITORIA - Le nuove regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano già state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovrà essere applicato il tetto dei 75 giorni. Dal giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, inoltre, saranno necessari 15 giorni di vacatio ordinaria per consentire alle Procure di allestire il registro segreto e un luogo dove conservare le intercettazioni, di cui è responsabile il capo dell'ufficio.

RIPRESE DEI PROCESSI - Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della Corte d'Appello, che può autorizzarle anche se non c'è il consenso delle parti.

REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI - Le registrazione carpite di nascosto sono permesse solo ai servizi segreti e ai giornalisti professionisti e pubblicisti.

PRETI E ONOREVOLI - Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la diocesi; se l'intercettato è un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana. Per quanto riguarda i parlamentari, occorre il via libera della Camera di appartenenza. Vietato ascoltare assistenti e familiari degli onorevoli se sono estranei ai fatti per cui è in corso l'indagine.